La
villa, il cui edificio originario venne costruito
nella seconda metà del XVII° secolo
per conto dell'importante famiglia Lovaria, i
cui discendenti tuttora la abitano, rappresenta
un tipico esempio architettonico in cui si sono
fusi il modello della casa padronale friulana
con quello della villa veneta patrizia, con il
prospetto allungato e contrassegnato da un forte
linearismo. Il timpano centrale, dove si può
osservare l'affresco dello stemma nobiliare, coronato
da tre pinnacoli ornamentali e sorretto da lesene
su alti basamenti, sembra essere un'aggiunta del
secondo decennio del XIX° secolo, allorchè
fu realizzato anche l'apparato decorativo neoclassico
degli interni in occasione delle nozze di un parente
spagnolo del ramo friulano della famiglia Lovaria.
La scala lapidea, con pianerottoli in cotto quadrato,
e la cucina con pavimento in lastre di pietra
e tutti gli ambienti rustici denotano l'origine
seicentesca della dimora. Le pavimentazioni in
terrazzo veneziano e le porte decorate su legno
di radica, con cornici lignee in finto marmo,
sono riconducibili alla riforma ottocentesca.
La villa si trova a Pavia di Udine a pochi metri
di distanza dal centro del paese. La facciata
principale della villa è caratterizzata
da tre ordini di finestre, corrispondenti ad altrettanti
piani, e si apre su una corte d'onore cinta, verso
la strada, da un basso muro di sasso su cui fa
bella mostra una glicine secolare e sulla quale
domina, incontrastato e maestoso, un plurisecolare
platano (circa 300 anni di età - circonferenza
tronco 6,5 metri - altezza 25 metri), con un ciclopico
tronco ed impressionanti e robusti rami che si
dipartono piuttosto bassi, alcuni con andamento
quasi orizzontale, catalogato tra gli alberi monumentali
d'Italia e della Regione Friuli Venezia Giulia.
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"....Alberi che, come gli uomini, nascono,
crescono, affrontano momenti difficili, cercano
di adattarsi alle durezze e all'insidie dell'ambiente,
continuamente spinti ad andare verso l'alto, eppure
sempre tenacemente impegnati a radicarsi nella
terra...."
(Francesco Cossiga, Emerito Presidente della Repubblica
Italiana, "Gli alberi monumentali di Italia"
- Edizioni Abete 1990).
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La villa è una delle pochissime ad essere
tuttora abitata dalla stessa famiglia Lovaria
che la fece edificare più di 350 anni fa
"....una delle famiglie più prestigiose
del Friuli, iscritta alla cittadinanza udinese
già nel 1432 e dal 1442 eletta nel Consiglio
nobile della città di Udine, dove esercitava
la professione notarile, ..... vero di civiltà
primo manto....(de Rubeis - Cronache famiglie
nobili udinesi - Biblioteca comunale di Udine)".
Con
ducale della Repubblica Veneta del 10 maggio 1769
al nobile dottor Bernardo Lovaria, e ai suoi discendenti
maschi, venne concesso il titolo nobiliare di
Conte.
La continuità della famiglia Lovaria in
Friuli si deve al sacerdote Antonio Lovaria che,
agli inizi del 1800, invitò il cugino Giuseppe,
appartenente al ramo spagnolo della famiglia,
a far ritorno in Patria. Giuseppe giunse a Udine
nel 1818 e prese dimora nella casa del cugino
Antonio di via Santa Maria Maddalena , ora via
Lovaria nel centro storico della città,
ricevendo dall'ecclesiastico donazione di tutto
il suo patrimonio, tra cui la villa ed i possedimenti
agricoli.
Nel 1822, Giuseppe Lovaria sposa Verdelaura Tartagna,
figlia del conte Ottaviano, assicurando con i
suoi figli la continuità della famiglia.
Da Fabio Lovaria (1856 - 1932) discende Antonio
(1888 - 1980) padre e nonno degli attuali proprietari
che, nel 1921, sposa la contessa Carla Petitti
di Roreto, figlia di Carlo illustre generale d'Armata
durante il I° conflitto mondiale e Governatore
di Trieste, città italiana, al termine
della guerra.
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